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La forza del design femminile
Nientedimeno/Nothing Less - 1945-2000
La forza del design femminile
Biblioteca di Santa Maria Incoronata, corso Garibaldi 116 - Milano
Inaugurazione: giovedì 7 aprile dalle ore 18,30
Apertura: 8 - 22 aprile 2011
Orari: Tutti i giorni dalle ore 12 alle 20 - Dal 13 al 17 aprile chiusura straordinaria alle 22
Ingresso libero

Nientedimeno/Nothing Less - 1945-2000
La forza del design femminile

La mostra, curata da Anty Pansera con la collaborazione di Mariateresa Chirico, presenta oltre cento oggetti quasi totalmente fuori produzione realizzati dal 1945 al 2000 messi a disposizione dai galleristi Daniele Lorenzon (Paloma) e Alessandro Padoan (Fragile) scelti con cura tra i lavori di designer italiane o da tempo residenti nel nostro Paese, alcune note e già a buon diritto entrate a far parte della storia della cultura del progetto, altre ingiustamente dimenticate, tra cui: Joannou Andri, Antonia Astori De Ponti, Gae Aulenti, Liisi Bechman, Cini Boeri, Renata Bonfanti, Antonia Campi, Silvia Capponi, Giorgina Castiglioni, Carla Ceccariglia, Pia Crippa, Anna Deplano, Natalie Du Pasquier, Ignazia Favata, Anna Ferrieri Castelli, Raffaella Crespi, Olga Finzi Baldi, Giuliana Gramigna, Johanna Grawunder, Maria Cristina Hammel, Franca Helg, Clara Istler, Laura Mandelli, Noti Massari, Alda Mercante Casati, Mirta Morigi, Paola Navone, Eleonore Peduzzi Riva, Daniela Puppa, Patrizia Scarzella, Franca Stagi, Carla Venosta, Lella Vignelli, Nanda Vigo, Ornella Vitali Noorda, Gianemilio, Piero e Anna Monti, Luisa e Ico Parisi, Afra e Tobia Scarpa, Studio Del Campo, Studio Elica, Studio Tetrarch.

Il mondo della casa è il privilegiato palcoscenico su cui si sono esercitate quelle progettiste che, provenienti per lo più dalle Facoltà di Architettura, hanno affrontato con intelligenza e grande sensibilità un’articolata serie di “cose” che hanno arredato/attrezzato le nostre case negli ultimi cinquanta anni del secolo scorso e che sono oggi ambiti “oggetti del desiderio”, ricercati all’insegna di quel brutto neologismo che echeggia l’antiquariato: il modernariato (!).

Letti, divani, sedute, tavoli e tavolini, lampade da sofftto, da terra, da scrivania, applique. Ma anche più “minuti” complementi d’arredo: in argento, ceramica, vetro e in materia plastica. Un’articolata panoramica di prodotti che hanno qualifcato e continuano a qualifcare gli ambienti domestici: ed è l’emozione che continuano a suscitare che testimonia come siano oggetti “ben progettati”. Degli ever green, insomma: dotati dunque di quella particolare valenza che ben defnisce un prodotto “giusto”: ben pensato e ben realizzato per rispondere ad esigenze primarie all’interno delle mura domestiche, ma che sappia anche suscitare in noi dei sentimenti di em/simpatia.

E che siano disegnati da mani femminili è un tema/problema che non ha mai colpito più di tanto; in questo inizio del secondo decennio del XXI secolo pare giusto far riemergere invece come queste professioniste (alcune di loro hanno lavorato/frmato, abbinando il loro cognome a quello dei mariti o soci di studio o all’insegna di una etichetta) siano state le antesignane di una schiera di donne, che oggi affronta il sempre più ampio territorio del design. Nessun limite a quel “progettare” con consapevolezza che può continuare a migliorare, comunque, la qualità della nostra vita.

Nel volume/catalogo pubblicato da Allemandi ai saggi critici si affancano biografe delle protagoniste in scena e un articolato repertorio fotografco a colori e in B/N non solo dei pezzi in mostra, ma anche di alcuni prodotti di grande pregnanza ingiustifcatamente dimenticati. La mostra è patrocinata dall’associazione D come Design.

Fonte CS fragilemilano.com


A cura di : redazione design.milano.it


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