
Una grande mostra-evento, una pubblicazione, un sito, un filmato ed altri appuntamenti nel mondo. Perchè Sacco è forse il più anomalo tra gli oggetti del design e non solo di Zanotta, l’avvento di un’idea, un vero cult dell’arredo informale, un fenomeno di costume che ininterrottamente ha continuato a conquistare il pubblico più vasto e trasversale.
Approdando nel cinema e in televisione e diventando una tipologia inedita nel settore, tanto che dal ’68 esiste un nuovo tipo di sedute: le poltrone "a sacco".
L’inizio dell’avventura è di quelli che non si dimenticano: è il 1968, arrivano da Zanotta tre giovani architetti: Gatti, Paolini e Teodoro, un trio affiatato.
Hanno in mano un’idea: una seduta del tutto nuova, un grande sacco fatto a spicchi di vinile, riempito parzialmente e con giudizio di palline (di polistirene). L’oggetto se lo sono
portato appresso.
Entra in produzione poco tempo dopo con alcuni perfezionamenti tecnici e garanzie di qualità e finitura. Il nome, Sacco, è lo stesso con cui oggi è venduto.
La poltrona di Gatti, Paolini e Teodoro è uno dei casi più significativi di prodotto del
design in grado di incarnare un’epoca. E di "contaminare" convenzioni abitative apparentemente molto formali.
Sacco è un oggetto docile e servizievole: ci si può stare seduti, sdraiati, rannicchiati o come più vi piace. Può servire a posarci varie cose, proprio come un tavolino; disteso è qualcosa di molto vicino ad un tappeto.
Ma non è affatto proibito inventarsi altri usi.
I bambini invece non la usano: ci giocano (qualche volta anche gli adulti).
Sacco è un vero è proprio oggetto "addomesticato". Attenzione però! Ha uno svantaggio: se vi ci
abituate, finirete per essere molto esigenti verso gli altri oggetti che usate.
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