
In un contesto storico in cui il “biscione” araldico rappresentò simbolicamente la Signoria Lombarda e del Ducato Milanese sia degli Sforza che dei Visconti, oltre che di molta della sua imprenditoria moderna ed attuale.
Questa presenza simbolica delle cicliche forze naturali emergente tra gli ambulacri del Filarete, è il segno vitale che ci rammenta come la vera Cà Granda sia anche qui, nella grande casa milanese, città diffusa, la Natura: la nostra casa naturale, la quale sempre più necessita di un disegno, di un design, eco-rispettoso. Jacopo Foggini ha voluto prediligere, fra le immagini archetipiche, quella del serpente che è tra le più antiche e diffuse come simbolo dell’inconscio collettivo, della conoscenza. Il serpente infatti rappresenta in molte culture la dialettica vivificante del mutamento, il risveglio delle forze che giacciono nel profondo, l’animale originario alle sorgenti della vita. Il chiostro dell’Università come dimora sapienziale del serpente e come luogo ideale e privilegiato per sottolineare la convergenza e l’unificazione tra arte e cultura. Nella sua forma viva, colorata e sinuosa, il serpente di metacrilato rappresenta la metamorfica capacità di rigenerazione e quindi di cambiamento. E plausibilmente è questo l’intento dell’artista: l’adozione del simbolo come mezzo di resa concettuale.
Da qui la stringente attualità di un’opera che risulterà rappresentativa, nella capitale del design e del suo settimanale “Fuori Salone”, di una manifestazione quale Green Energy Design organizzata dalla rivista “Interni”: Ofigea, che Jacopo Foggini realizzerà con il sostegno della Nice S.p.a., azienda leader nella produzione di sistemi di automazione per la casa e con la collaborazione dell’ architetto Bergonzi, sarà infatti costituita da centinaia di dischi, illuminati da led e cromaticamente cangianti, di metacrilato M-Cryl fornito da MGM materie plastiche: un “rigenerato” prodotto risparmiando il 70% dell’energia rispetto ad un suo equivalente di prima scelta, nel rispetto delle risorse ambientali non rinnovabili (8 barili di petrolio in meno ogni 1.000 Kg) e del ciclo dell’ acqua (5.400 litri risparmiati ogni 10.000 Kg) e della anidride carbonica (1.5 Kg. di CO2 in meno per ogni chilogrammo di M-Cryl ).
La scelta di utilizzare un simile materiale rigenerato, dotato di un sostenibile “ciclo di vita”, riflette quindi l’intenzione di Jacopo Foggini di dar vita ad un simbolo che come Ofigea costituisce l’immagine allegorica, l’archetipo, della naturale ciclicità della materia e del flusso energetico, tra chimica ambientale e psichica alchimia, mutamento e rigenerazione.
Conferenza Stampa 15 aprile ore 14.30
Aula Magna Università degli Studi di Milano
Via Festa del Perdono, 7 Milano
16-21 aprile 2007, dalle 10.00 alle 20.00